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Attività e Programmi Internazionali

Modena: il cantiere aperto della Ghirlandina (Francesca Piccinini)

Francesca Piccinini - coordinatrice Comitato di pilotaggio del Sito Unesco di Modena

Il Sito Unesco di Modena, costituito dal complesso monumentale composto dalla Cattedrale romanica, dalla torre “Ghirlandina” e dalla Piazza Grande, è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1997 con la seguente motivazione:“La creazione comune di Lanfranco e Wiligelmo è un capolavoro del genio creatore umano, nel quale s’impone una nuova dialettica di rapporti tra l’architettura e la scultura nell’ambito dell’arte romanica. Il sito di Modena è una testimonianza eccezionale della tradizione culturale del XII secolo ed uno degli esempi eminenti di complesso architettonico in cui i valori religiosi e civici si trovano coniugati in una città cristiana del Medioevo”.
A dieci anni dalla sua iscrizione il sito è stato dotato di un Piano di Gestione biennale (2008-2009) incentrato su problematiche conservative emerse con prepotenza negli anni immediatamente precedenti a causa del manifestarsi di preoccupanti fenomeni di degrado del paramento lapideo che riveste la struttura in muratura sia del Duomo che della Ghirlandina, eretti a partire dal 1099 e terminati agli inizi del Trecento. Le campagne di restauro avviate a partire dal 2007 sono state promosse rispettivamente dal Capitolo Metropolitano, dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e dal Capitolo Metropolitano, per il Duomo che è di proprietà ecclesiastica, e dal Comune di Modena per la torre, di proprietà civica.
Il complesso intervento di restauro conservativo della torre Ghirlandina, messo a punto da un Comitato scientifico composto da esperti di vari settori, ha coinvolto diversi istituti universitari, centri di analisi e laboratori di restauro ed è stato impostato secondo criteri innovativi, scarsamente invasivi e rispettosi dell’ambiente oltre che delle vicende storiche del monumento. Ciò che più interessa segnalare in questa sede, dedicata alla promozione e comunicazione dei siti Unesco, è che l’intero cantiere si è trasformato in una straordinaria occasione di conoscenza per tutta la città, coinvolta in una significativa esperienza di appropriazione di un edificio altamente simbolico.
Un cantiere così importante, collocato nel cuore della città e riguardante il monumento in cui da secoli si identificano i modenesi, doveva infatti essere condiviso con i cittadini, sia nelle conoscenze raggiunte, sia nei problemi riscontrati e nelle soluzioni adottate. Il restauro, da atto tecnico riservato agli addetti ai lavori, è così diventato un’occasione di coinvolgimento della comunità. Fin dall’inizio questo pensiero ha guidato l’impostazione del cantiere e ha comportato l’installazione di un ponteggio multidirezionale, con ampi spazi, scala comoda e montacarichi veloce e capiente.
Oltre che dagli studiosi, dai tecnici e dai restauratori coinvolti nel progetto di restauro, il ponteggio ha così potuto essere frequentato anche dagli studenti dei Corsi di Laurea Specialistica in “Scienze per il Recupero e la Conservazione del Patrimonio Archeologico” e in “Scienze Geologiche”dell’ateneo modenese, che sotto la guida competente dei loro docenti hanno avuto la possibilità di svolgere ricerche direttamente sul posto e di contribuire fattivamente alla realizzazione del progetto di intervento, i cui risultati sono stati presentati nel maggio 2008 in un convegno di grande successo e in seguito pubblicati nei volumi La torre Ghirlandina, un progetto per la conservazione, il primo dei quali uscito nel 2009, il secondo in corso di realizzazione.
Dal volume del 2009 è stato tratto il giornale Riscoprire e rispettare la torre Ghirlandina, articolato secondo le materie scolastiche e destinato alle scuole cittadine di ogni ordine e grado, a testimonianza dell’attenzione particolare rivolta al pubblico più giovane e, in particolare, al mondo della scuola che ha risposto con entusiasmo, svolgendo in alcuni casi un’attività specifica di ricerca sulla torre con lavoro d'archivio, presentazione in classe, visita sul ponteggio e realizzazione di un documento conclusivo da parte dei ragazzi.
La collaborazione tra il Servizio Edilizia Storica del Comune di Modena, che ha diretto i lavori, il Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il Museo Civico cittadino, cui fa capo il coordinamento del Sito Unesco, ha consentito l’apertura del cantiere ai cittadini, che hanno avuto a più riprese la possibilità di salire sul ponteggio e di vedere da vicino la struttura del monumento, apprezzare le sculture e constatarne lo stato di degrado. Per presentare, e soprattutto mostrare, le tematiche del restauro in corso, è stato così organizzato un ricco calendario di visite guidate gratuite aperte a tutti prima dell’avvio dei lavori. Da marzo a ottobre 2008 si sono susseguiti due cicli di appuntamenti articolati in diversi possibili itinerari: oltre alla visita del cantiere, è stato possibile soffermarsi al Museo universitario “Gemma 1786” per osservare al microscopio ottico le caratteristiche delle pietre della torre ed apprezzarne anche il contenuto paleontologico. In aggiunta, i visitatori sono stati condotti alla scoperta dei Musei del Duomo, dove si è voluto proporre un appassionante confronto tra alcune sculture provenienti dalla Cattedrale e quelle che ornano i primi tre piani della torre, i cui soggetti iconografici presentano una grande varietà di temi, comprendenti temi di gusto cavalleresco, biblico, figure di animali reali e fantastici. Proprio la straordinaria complessità e vivacità di queste sculture ha suggerito di proporre, in concomitanze del Festivalfilosofia 2008, una nuova serie di visite incentrate sul tema dell’anno, la fantasia. Si è trattato di un viaggio nel mondo dell’immaginario medievale, in quel “bestiario” tanto caro ai nostri predecessori, in cui l’iconografia di carattere religioso si fonde con lontani echi del paganesimo antico.
La massiccia adesione della cittadinanza modenese, e non solo, alle iniziative legate al cantiere aperto ha testimoniato l’affezione della città per il suo monumento simbolo; un’opportunità tanto unica quanto rara di poter osservare da vicino le sculture e apprezzarne le finezze tecniche e formali non visibili da terra. I tecnici, gli studiosi e i giovani ricercatori coinvolti nell’iniziativa hanno potuto mostrare da vicino le patologie di degrado dei materiali lapidei, i segni dei passati interventi di restauro e i materiali di cui è composto il rivestimento. I numeri parlano di circa 3.300 visitatori, tra i quali non solo addetti ai lavori, ma anche giornalisti, comuni cittadini di tutte le età e diversi turisti.
Concluso ormai da qualche mese il restauro della cuspide e della bella scala lignea elicoidale degli inizi del Seicento che la percorre internamente, il 15 maggio 2010, in occasione della Notte Europea dei Musei, sono state proposte al pubblico una serie di visite guidate all’interno della torre che hanno nuovamente incontrato un notevole successo, inserendosi in un ricco calendario di proposte che per la prima volta a Modena coinvolgeva numerosi luoghi della cultura. Nella suggestiva atmosfera notturna, accompagnato dalla luce delle candele, un pubblico di oltre 200 persone è salito fino alla base della cuspide, dove ha potuto ammirare la scala restaurata e godere un breve intermezzo di musica medievale. Piccoli gruppi accompagnati da esperti che illustravano gli aspetti salienti della storia del monumento, delle indagini recentemente condotte e dei restauri, si sono così avvicendati in poche ore lungo la ripida scala che percorre internamente il monumento.
Alla conclusione dei lavori si prevede infine di realizzare una mostra dedicata alle conoscenze acquisite e ai risultati dei restauri, una mostra che sarà multidisciplinare e multimediale e che, nuovamente, si rivolgerà prima di tutto ai cittadini modenesi ma anche a tutti coloro che verranno da fuori città e sarà un’ulteriore occasione di appropriazione e di attiva partecipazione.
Al presente ci sembra comunque legittimo concludere affermando che attività di carattere divulgativo quali quelle proposte in questa occasione risultano davvero un efficace strumento per trasformare un intervento tecnico come il restauro, solitamente riservato agli addetti ai lavori, in qualcosa che fa parte integrante della vita quotidiana dei cittadini, costantemente informati dello svolgimento dei lavori attraverso comunicati, interviste radiofoniche e televisive e ora ansiosi di ritornare sui ponteggi al termine dei lavori, per vedere di persona e da vicino il risultato finale e, perché no, condividerne eventuali limiti o criticità.

 

Immagini

Modena: cantiere aperto - il giornale
Modena: cantiere aperto - il giornale
Modena: cantiere aperto 3
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Modena-cantiere aperto 1
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