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Newsletter Ufficio Studi MiBAC
 
 
 

Attività e Programmi Internazionali

Risorse private per la cultura. Le forme di sostegno possibili (Emilio Cabasino)

Emilio Cabasino


L’apporto dei privati al sostegno delle attività e dei beni culturali è un tema ricorrente e di attualità, in particolare nei periodi in cui si affievolisce quello pubblico e ancor più nei contesti istituzionali (come quelli europei) in cui è quest’ultimo è storicamente consistente e consolidato.
Le forme attraverso le quali esso si può manifestare possono essere individuate e rappresentate in modo schematico così come proposto in Fig.1

Fig.1 – Forme di sostegno dei privati alle attività/beni culturali
nel quale vengono indicate quelle riferibili ad incentivi fiscali, quelle pertinenti forme di mercato (acquisto di biglietti per fruire di beni e/o servizi) e quelle che si potrebbero definire “indirette” come il dedicare il proprio tempo in associazioni di volontariato che operano a favore del patrimonio culturale, o l’acquisto di biglietti di lotterie o giochi d’azzardo i cui ricavati vengono in parte destinati al settore (p.e. Gioco del Lotto).
Le forme più evidenti e riconosciute sono quelle delle erogazioni liberali e della sponsorizzazione e alle prime è dedicato il tema della Newsletter, con la quale si intende fare il punto sugli strumenti disponibili e sulla loro applicazione pratica, in particolare negli ultimi anni.
Un solido fondamento giuridico-costituzionale
La revisione del 2001 del titolo V della Costituzione all’art.118, infatti, recita che: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”
In tal modo si statuisce che i cittadini, sia individualmente che attraverso le varie forme di associazione previste dall’ordinamento, possono contribuire con i propri mezzi a funzioni di interesse generale, tra le quali la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e la creazione e diffusione delle diverse forme artistiche.

Le fonti disponibili

L’attualità e l’importanza di questo tema non vengono, però, sostenute da un’adeguata attenzione alla raccolta e alla diffusione di dati ad esso pertinenti e anche il confronto con quelli riferiti ad altri contesti nazionali risulta essere non semplice e basato su elementi non omogenei. A livello nazionale, infatti, la variegata articolazione della normativa in materia (v.§ seguente) e la frammentazione delle competenze tra soggetti pubblici che ne seguono l’applicazione (in particolare il Ministero delle Finanze e quello per i Beni e le attività culturali), non consentono una raccolta di dati esaustiva della totalità delle erogazioni liberali e delle sponsorizzazioni effettuate annualmente, di cui è possibile conoscere attualmente solo quanto è riferibile a due commi degli articoli 15 e 100 del Testo Unico sulle Imposte dei Redditi TUIR (v. oltre). A livello internazionale, invece, la differente impostazione normativa di ciascun Paese e l’identificazione parziale delle attività classificate come “culturali” in sede Eurostat rende pressoché impossibile effettuare confronti fra dati omogenei, anche se qualche tentativo di sintesi è stato tentato negli anni passati ed esistono lodevoli iniziative di ricerca e analisi comparata sulle politiche culturali dei paesi europei.

Un ambito particolare di attività

Quanto espresso nei paragrafi precedenti evidenzia come il rapporto che lega un erogatore e un beneficiario di denaro, a favore del patrimonio, o per la realizzazione di attività culturali costituisca un ambito in cui giocano relazioni fiduciarie particolari, sulle quali è difficile entrare con veste istituzionale, anche nel caso in cui se ne possa trarre un beneficio materiale (come quello degli sgravi fiscali). A parziale riprova di ciò si possono evocare i tentativi del passato di creare fiere o saloni dedicati all’incontro fra domanda e offerta dei quali non si è avuta continuità negli anni, come anche la lodevole iniziativa di creare dei premi alle sponsorizzazioni più riuscite, come ad esempio quello più longevo, legato originariamente alla Fondazione Guggenheim, arrivato nel 2007 alla decima edizione e, poi, non più operativo, come l’intero “Sistema impresa e cultura” (Premio, Osservatorio, Forum) a partire dallo stesso anno.

Gli elementi essenziali del fenomeno

Il fenomeno, pertanto, è conoscibile oggi su scala nazionale solo per alcuni aspetti macroscopici e necessiterebbe di approfondimenti qualitativi, che ne mettano in luce le dinamiche, quali ad esempio, le tipologie e le motivazioni degli erogatori, la ripartizione territoriale e quella tra macro-ambiti (spettacolo, patrimonio culturale, attività culturali) e le capacità dei soggetti beneficiari di attrarre sovvenzioni. Per l’anno 2009, nell’ambito degli erogatori con la natura di enti non commerciali (art. 15 TUIR) si evidenzia la particolare realtà tutta italiana delle Fondazioni di origine bancaria, che risultano essere il soggetto che ha più generosamente sostenuto il settore. Come già analizzato in alcuni numeri passati del Notiziario a cura dell'Ufficio Studi il fenomeno è circoscritto per lo più alle aree geografiche del Nord del paese ed è destinato a sostenere prevalentemente il settore del patrimonio culturale. Sul fronte del reddito d’impresa (art.100 TUIR), invece, l’ambito maggiormente sostenuto è quello dello spettacolo e la quota più consistente delle erogazioni (quasi l’80%) è stato effettuato da una quota ristretta di soggetti (il 6,8%), identificabili prevalentemente in grandi banche e imprese, società assicurative, fondazioni di origine bancaria. Tra i maggiori beneficiari si segnalano, invece, fondazioni che operano in campo musicale, fondazioni attive nel settore della ricerca e delle attività culturali: tra questi, sei soggetti assorbono il 47% degli importi erogati nell’anno.
Nella newsletter si forniscono i dati essenziali del fenomeno per l’anno 2009, con il maggior grado di dettaglio possibile, rispetto alle fonti disponibili.