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Attività e Programmi Internazionali

La costruzione delle reti di partenariato per la programmazione e la gestione delle attività (Maria Cristina Lacagnina)

Maria Cristina Lacagnina: CCP ITALY, Ministero per i Beni e le Attività Culturali


1. Il partenariato nella politica culturale europea


La politica culturale comunitaria incoraggia e sostiene la cooperazione fra i Paesi membri, fissando una serie di principi cui l’azione deve essere orientata: trasparenza e concertazione, sussidiarietà e complementarità, stretta cooperazione tra Commissione e Stati membri1. Alla luce di tali considerazioni assume primaria importanza il partenariato, principio che non implica solo la cooperazione e l'associazione fra Stati, quanto piuttosto l'agire congiunto di tutti i soggetti della vita sociale e istituzionale2. Pertanto, al fine di realizzare proficui progetti di cooperazione, è fondamentale raggiungere una piena unità di intenti, garantendo la partecipazione di tutti i partners alla definizione del progetto, in relazione alle specificità di ognuno.
È altresì fondamentale che, nel pieno interesse della cooperazione, dei partners, nonché di una corretta gestione dei contributi finanziari comunitari, la forma e le modalità della cooperazione siano tali da generare un partenariato trasparente, in grado di ripartire chiaramente competenze e responsabilità tra le diverse organizzazioni coinvolte3. La forma giuridica che regola i rapporti di partenariato nel Programma Cultura è l’accordo di cooperazione, un contratto stipulato tra tutti gli operatori culturali coinvolti nel progetto, in cui vengono descritti in maniera dettagliata gli obiettivi da raggiungere, le attività che saranno realizzate e il ruolo di ogni partner nella concezione e implementazione del progetto, oltre all’ammontare del contributo finanziario fornito da ognuno di questi4.
È bene precisare che l’accordo tra i partners rappresenta l’atto fondante di ogni progetto di cooperazione, in quanto, formalizzando gli obblighi delle parti, permette di chiarire fin dall’inizio i reciproci impegni, divenendo in tal modo anche uno strumento di valutazione della sostenibilità del progetto di cooperazione5.
Affinché una rete di partenariato possa ottenere risultati di successo è necessario riuscire ad innescare uno spirito collaborativo, in grado di rendere proficua la cooperazione tra i vari attori, nonché di dare vita ad un’attenta ed efficace programmazione e gestione delle attività. Questo è strettamente correlato alla capacità di generare situazioni di vantaggio reciproco, in cui tutti gli operatori culturali coinvolti forniscano un contributo attivo al partenariato, ottenendone in cambio guadagni apprezzabili. Ma la vera sfida per il partenariato non è rappresentata tanto dal conseguimento di un accordo siglato fra le parti, quanto dalla possibilità di apportare un valore aggiunto ai progetti di cooperazione, misurabile nella capacità di dar vita ad una serie di benefici indiretti, che vadano al di là dello scopo per il quale è nata la cooperazione e che si protraggano anche oltre la scadenza temporale prevista dal programma che ne ha determinato la nascita. I suddetti benefici si possono esemplificare nella comprensione reciproca e multiculturale, nella capacità di agire su una scala più ampia di quella locale, nell’aumento del prestigio e della credibilità delle strutture e nella partecipazione a sistemi di rete6.

2. La struttura del partenariato prevista dal Programma Cultura 2007-2013


I Paesi che possono partecipare al Programma Cultura 2007-2013 sono: i 27 Stati membri dell’Unione Europea7, i Paesi del SEE8 (Islanda, Liechtenstein, Norvegia), i Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea (Croazia, Turchia, ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro) e, da dicembre 2010, la Bosnia-Erzegovina9.
Tutti i paesi che non figurano nell’elenco di quelli partecipanti al Programma di cui sopra, rientrano nella categoria dei Paesi terzi.
Gli operatori culturali possono essere coinvolti nella realizzazione di progetti di cooperazione pluriennali (strand 1.1), di progetti di cooperazione (strand 1.2.1) e di progetti di cooperazione con Paesi terzi (strand 1.3.5) a titolo di:
  • Coordinatore: operatore culturale che svolga un ruolo di coordinamento nell’implementazione del progetto. Tale ruolo comporta la generale responsabilità per l’adempimento dell’azione, oltre a un concreto e sostanziale coinvolgimento in termini di concezione, realizzazione e finanziamento del progetto. La figura del capofila, pertanto, riveste un’importanza cruciale nella tenuta del partenariato e, di conseguenza, nel raggiungimento delle finalità che lo stesso si prefigge.
  • Coorganizzatore: operatore culturale che si impegni nella concezione e nella realizzazione del progetto partecipando al suo finanziamento. Il grado di coinvolgimento e il contributo finanziario fornito da ciascun coorganizzatore devono essere chiaramente indicati nella domanda.
  •  Partner associato: operatore culturale di un Paese partecipante al programma o un Paese terzo che partecipi alla realizzazione delle attività programmate, ma non negli stessi termini e con lo stesso grado di coinvolgimento che contraddistingue un coorganizzatore. Il partner associato non è in particolare tenuto a partecipare finanziariamente al progetto.
  • Partner del Paese terzo (soltanto per il settore 1.3.5): un operatore culturale che abbia sede legale registrata nel Paese terzo selezionato per l’anno in cui si richiede il cofinanziamento, che partecipi alla concezione e alla realizzazione delle attività proposte e che abbia sottoscritto l’accordo di cooperazione10. È bene precisare che ogni anno vengono selezionati, per partecipare al Programma, uno o più Paesi Terzi, che abbiano concluso accordi di associazione o cooperazione con l’Unione Europea. I Paesi terzi selezionati per il 2011 e per il 2012 sono, rispettivamente, il Messico e il Sudafrica.

3. La distribuzione del partenariato dei Progetti Italiani Vincitori nel biennio 2008-2009


Un’analisi di tipo quantitativo effettuata dal Cultural Contact Point – CCP Italy su tutti i progetti italiani di cooperazione (strand 1.1, 1.2.1, 1.3.5) risultati vincitori nell’Anno 2008 – Budget 2009 e nell’Anno 2009 - Budget 2010, ha permesso di evidenziare le caratteristiche delle reti di partenariato stabilite tra l’Italia e i vari Paesi partecipanti al Programma. Di seguito se ne analizzano gli aspetti salienti.




Per quanto riguarda il 2008 non si riscontra una grande diversità geografica nelle reti partenariato, dal momento che i Paesi dell’area mediterranea (tra tutti la Spagna, a pari merito Francia e Grecia), e i Paesi confinanti con l’Italia (in particolare la Slovenia) risultano essere quelli maggiormente rappresentati. In questo si può notare la scarsa attitudine dell’Italia ad intrecciare relazioni con Paesi lontani sia culturalmente che geograficamente. Difficoltà emergono anche per quanto attiene la collaborazione con il Paese terzo selezionato per l’anno in questione: il Brasile. Unica nota di rilievo per la forte presenza della Romania, Paese che, entrato nell’Unione Europea nel 2007, dimostra l’interesse e la partecipazione dei nuovi Stati membri a beneficiare delle opportunità derivanti dall’adesione.




Nell’anno 2009 si nota una leggera evoluzione del partenariato, distribuito con un maggior equilibrio, rispetto al 2008, tra i Paesi dell’area mediterranea e i Paesi del Nord Europa (soprattutto Regno Unito, Germania, Belgio e Danimarca). È importante notare, inoltre, una significativa presenza dei Paesi candidati ad aderire all’Unione Europea (Croazia, ex Repubblica Iugoslava di Macedonia e Turchia). Sempre scarsa rimane la collaborazione con i Paesi terzi che, per il 2009, sono stati: Armenia, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Moldavia, Territori occupati della Palestina e Tunisia (l’unico presente risulta essere la Bielorussia).




Nel grafico riassuntivo per il biennio 2008-2010 si riscontra la netta tendenza dell’Italia a stabilire relazioni di partenariato con i Paesi mediterranei, e quindi culturalmente affini, quali la Francia, la Spagna e la Grecia. Questi sono seguiti da quei Paesi del Nord Europa, che vantano una maggior esperienza rispetto al nostro Paese nella costruzione di reti di partenariato e, quindi, nella progettazione europea (Germania, Regno Unito e Belgio).
Rilevante è anche la presenza dei Paesi dell’Est Europa, entrati negli ultimi anni nell’Unione Europea e per questo particolarmente attivi nella cooperazione (Slovenia, Polonia e Ungheria nel 2004; Romania e Bulgaria nel 2007), nonché dei Paesi candidati all’adesione, con i quali l’Unione Europea incoraggia la cooperazione (Croazia, Macedonia, Serbia e Turchia). Quasi completamente assenti risultano essere i partners provenienti dalle Repubbliche Baltiche di ultima adesione (Estonia, Lettonia, Lituania nel 2004) e dai Paesi Scandinavi.

4. La qualità del partenariato


Essendo la cooperazione tra operatori culturali uno dei principi ispiratori della politica culturale europea in generale, e del Programma Cultura 2007-2013 in particolare, la qualità del partenariato stabilito tra coordinatore e coorganizzatori costituisce uno specifico criterio di valutazione per l’assegnazione della sovvenzione. A questo riguardo si valutano i seguenti fattori:
  • livello di cooperazione tra i coorganizzatori;
  • ruolo e contributo di ogni coorganizzatore nella gestione del progetto;
  • coerenza tra attività proposte, bilancio preventivato per ognuna di esse e personale assegnato per la realizzazione;
  • qualità della domanda e del bilancio preventivo11.
Al fine di analizzare la qualità dei partenariati nei progetti di cooperazione italiani, il CCP Italy ha realizzato a fine 2010 una campagna di interviste ad un campione di progetti italiani, risultati vincitori nel Programma Cultura tra il 2007 e il 2009. In seguito ad un’accurata disamina dei dati raccolti si è riscontrato, oltre alla scarsa diversità geografica dei Paesi coinvolti, già analizzata nel paragrafo precedente, un alto grado di rappresentatività e qualità dei partners stranieri, caratterizzati da una varietà di attori provenienti da enti istituzionali, università, organizzazioni intermedie e associazioni di vario tipo. Tale diversità dei contesti di appartenenza dei soggetti, tutti comunque coerenti con le tematiche progettuali, ha consentito, da un lato, di disporre di competenze, capacità tecniche ed esperienze complementari per il raggiungimento degli obiettivi entro i termini suggeriti nel piano di lavoro, dall’altro, di raggiungere vari tipi di target groups, garantendo in tal modo un apprezzabile livello di diffusione dei risultati ottenuti.
Il grado di coinvolgimento dei partners è risultato buono, grazie ad un’adeguata ed equa distribuzione delle attività tra i diversi operatori culturali e ad un efficiente livello di coordinamento da parte del capofila.
Per quanto concerne i canali utilizzati dalle organizzazioni italiane per la formazione del partenariato, è emerso che la maggior parte dei partners stranieri è stata coinvolta a seguito di precedenti rapporti di collaborazione instaurati con il capofila o con gli altri coorganizzatori, un numero inferiore di contatti è stato individuato grazie alla partecipazione a conferenze e infodays organizzati dal CCP Italy, mentre, fino al 2009, risultava essere ancora poco diffuso l’utilizzo di database europei specifici per la ricerca partner.

5. Il Partner Search Database


La realizzazione del Partner Search Database (PSD), proposto nella programmazione 2009-2010 del CCP Italy, è nata su richiesta degli operatori italiani medio-piccoli, interessati alla ricerca di un adeguato partneriato internazionale nel contesto del Programma Cultura 2007-2013.
Due sono state le finalità perseguite:
  1. Monitoraggio nazionale: Tramite la realizzazione di un database, nel cui ambito siano raccolti tutti gli operatori italiani divisi per settori di interesse, si ottiene una immediata visione di quelle organizzazioni che utilizzano il Programma Cultura e quindi indirettamente di quelle che ne sono estranee. In tal modo il CCP potrà realizzare una strategia mirata, volta a informare e sostenere soprattutto quelle categorie che non risultano iscritte, utilizzando il PSD come ulteriore strumento di informazione. Inoltre il monitoraggio nazionale faciliterà anche la creazione di collegamenti fra gli operatori nazionali, al fine di realizzare una sorta di "comunità" informatica fra di loro.
  2. Monitoraggio internazionale
  • Presentare e quindi rendere visibili operatori europei e/o internazionali interessati al Programma Cultura e ad instaurare rapporti di partenariato;
  • Facilitare la circolazione degli operatori e delle informazioni secondo gli obiettivi del Programma Cultura.
Il Partner Search Database (PSD), consultabile sul sito web del CCP ITALY è uno strumento on-line gratuito, accessibile sia in lingua italiana, che in lingua inglese, per favorirne la consultazione anche in contesto europeo.

Bibliografia



NOTE
1 Accettura B., I beni culturali tra ordinamento europeo e ordinamenti nazionali, 2003, www.aedon.mulino.it
2 Lazzaro F.M., I finanziamenti comunitari alle attività culturali, 2002, www.aedon.mulino.it
3 Zumpano C., Mazzei G.., I partenariati nei progetti di cooperazione: forme giuridiche e gestionali, p. 6, 2006.
4 La stipulazione dell’accordo di cooperazione costituisce uno dei criteri di ammissibilità specifici per i progetti di cooperazione pluriennali (strand 1.1) e per i progetti di cooperazione con Paesi Terzi (strand 1.3.5), mentre non è prevista per i progetti di cooperazione (strand 1.2.1). Tuttavia è consigliabile sottoscrivere l’accordo anche per quest’ultimo settore.
5 Mazzei G., L’accordo di cooperazione, in Zumpano C., Mazzei G., I partenariati nei progetti di cooperazione: forme giuridiche e gestionali, p. 16, 2006.
6 Zumpano C., I partenariati nei progetti di cooperazione: l’esperienza Leader, in Zumpano C., Mazzei G., I partenariati nei progetti di cooperazione: forme giuridiche e gestionali, pp. 7-13, 2006.
7 Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.
8 Spazio Economico Europeo.
9 È possibile che, in futuro, l’Albania divenga ammissibile sempre che sia stipulato un protocollo di accordo in cui si stabiliscano le modalità della partecipazione al Programma. 10 EACEA, Guida al Programma Cultura 2007-2013, Maggio 2010, pp. 18-19. 11 EACEA, Guida al Programma Cultura 2007-2013, Maggio 2010, p. 47.