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Attività e Programmi Internazionali

La partecipazione italiana al Programma Cultura 2007-2013: dati e analisi (Elvira Rocca)

Elvira Rocca: CCP ITALY, Ministero per i Beni e le Attività Culturali



La partecipazione italiana al Programma Cultura 2007-2013 rappresenta un’importante realtà nella definizione, su scala europea, del volume della domanda relativo ai diversi settori di interesse afferenti al Programma.
Il presente contributo intende fornire, come prima analisi sintetica sull’argomento, elementi di informazione ed orientamento sull’andamento quantitativo del Programma in Italia in riferimento al biennio 2009-2010, rispettivamente terzo e quarto anno di implementazione del Programma in contesto europeo, con l’auspicio di offrire elementi di supporto ai soggetti nazionali implicati in attività e produzioni culturali correlati al Programma.
Nell’ottica di documentare una breve rassegna su base numerica, il contesto di analisi è incentrato sulle azioni di cooperazione (settore 1.1: cooperazione pluriennale tra i 36 ed i 60 mesi; settore 1.2.1: progetti di cooperazione entro i 24 mesi; settore 1.3.5: progetti di cooperazione con i Paesi Terzi) che delineano un quadro completo ed esauriente di alcuni aspetti relativi al settore della cooperazione culturale entro un contesto di mobilità europea.
Utilizzando come fonte di riferimento i dati di sintesi elaborati dall’Agenzia Esecutiva EACEA1 nel biennio in oggetto, l’analisi propone uno studio comparato tra le diverse proposte attivate in altri Paesi europei e quelle italiane, allo scopo di analizzare e conoscere l’andamento del Programma in contesto nazionale e predisporne punti di forza e criticità2.
La documentazione terrà conto del rapporto tra le candidature italiane (intendendo quelle basate sulla nazionalità del project leader) e quelle provenienti da altri Stati UE per documentare il significativo contributo offerto dal volume della domanda italiana, senza tralasciare, tuttavia, una breve mappatura numerica sul rapporto tra candidature e progetti approvati.
Gli indicatori emersi da uno studio di sintesi coordinato dall’ Agenzia Nazionale per il Programma Cultura (CCP ITALY) documentano sicuramente una buona diffusione e conoscenza, su un’ampia porzione di territorio nazionale, dei criteri generali, delle tematiche e delle tipologie di cofinanziamento concernenti il Programma Cultura 2007-2013, diretto dalla Direzione Generale Istruzione e Cultura della Commissione Europea e coordinato dall’Agenzia Esecutiva EACEA.
Nel biennio 2009-2010 si ripropone una proporzione costante nell’incremento di candidature; ciò documenta un pieno coinvolgimento, su scala nazionale, dei diversi attori culturali portatori di interesse per le priorità, per gli obiettivi e per le tematiche afferenti al Programma.
Nell’ambito della misura di sostegno settore 1.1 (progetti di cooperazione pluriennali) si segnala, per l’arco di tempo preso in esame, un decremento delle candidature provenienti dall’intero contesto europeo; ciò può essere sicuramente correlato alla complessa sostenibilità operativa e finanziaria richiesta dallo specifico settore sul medio-lungo periodo compreso tra i tre ed i cinque anni di attività. La documentazione grafica di supporto illustra la partecipazione dei soggetti candidati nel biennio preso in esame; la flessione delle proposte rispecchia l’andamento unitario attestato in altri contesti europei di provenienza (fig.1).

 

 

Il confronto con i soggetti beneficiari documenta come a fronte di 93 candidature europee sottomesse nel biennio, solo 18 sono risultate vincitrici; la bassa percentuale di successo (circa 19%) può essere considerata uno dei fattori di diminuzione delle candidature (fig.2).

 

 

L’analisi dei dati documenta, ancora, per il settore di riferimento, un decremento su scala nazionale del numero dei vincitori nel periodo di tempo preso in esame, offrendo spunti di riflessione sulla capacità degli operatori culturali nazionali ad agire in qualità di project leader in azioni di cooperazione che si protraggono nel medio-lungo periodo. Il settore 1.2.1 (progetti di cooperazione entro i 24 mesi) presenta, invece, una quantificazione rappresentativa e costante in numero di proposte. L’Italia attesta, a livello europeo, una leadership numerica per quanto riguarda le candidature di settore nel biennio 2009-2010. Ciò sicuramente rivela, nello scenario nazionale, una matura consapevolezza delle potenzialità che la dimensione della cooperazione europea può apportare allo svolgimento e all’attuazione dei processi di sviluppo sostenuti a livello comunitario (fig. 3).

 

 

 

Lo studio dei dati complessivi relativi ai progetti beneficiari di cofinanziamenti UE nell’ambito del medesimo settore (1.2.1) sottolinea, inoltre, una lieve diminuzione di candidature italiane attestate da 66, nel 2009, a 64 unità nel 2010; significativo, tuttavia, l'incremento di 5 unità tra i progetti vincitori 2010. Confrontando tali dati con quelli emersi da altri contesti europei di provenienza, si registra un incremento generale di candidature di successo (fig. 4).

 

 

Alcuni elementi di criticità emergono dalla disamina dei dati relativi al settore 1.3.5, dedicato ai progetti di cooperazione internazionale con i Paesi Terzi. Se confrontata con l'affluenza media a livello europeo, il volume della domanda italiana risulta progressivamente aumentare nel biennio 2009-2010 (fig.5);

 

 

rimane tuttavia inalterato il livello minimo di successo in fase di approvazione delle candidature (fig.6).

 

 

La partecipazione italiana in tale settore (1.3.5 - cooperazione con i Paesi Terzi) documenta, da un lato, un aumento di potenziali sinergie di intervento con organizzazioni culturali aventi sede nei Paesi Terzi selezionati3, dall’altro, l’interesse crescente di diversi soggetti nazionali verso nuove forme di partenariato rivolte specificatamente ad interlocutori extraeuropei con cui dialogare su temi di interesse comune ed interagire per l’integrazione di valori culturali condivisi intesi come fattore di sviluppo e risorsa4.
Lo studio approfondisce, inoltre, la distribuzione geografica delle candidature proposte ed approvate intendendo analizzare, per l’anno 2010, i dati di partecipazione su scala regionale (fig.7)5 .

 

 

Se riferite alle fasi di candidature dei progetti di cooperazione (settori 1.1, 1.2.1, 1.3.5) le regioni più rappresentate sono, in generale, il Lazio, la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Campania. A parte alcuni picchi, le candidature provengono in maniera uniforme da quasi tutte le regioni italiane.
Un buon livello di successo è documentato dai progetti di cooperazione coordinati da Enti e/o Istituzioni del centro e del nord Italia. La regione più interessata da fondi europei di cofinanziamento nell’ambito del Programma, in particolare nel settore 1.2.1, risulta essere il Lazio; in Emilia Romagna, Lombardia e Toscana si registra un buon numero di proposte approvate se comparate alla media nazionale (Fig.8).

 

 

Per l’anno 2010, come già evidenzia il grafico 2, non sono presenti soggetti vincitori.
Per completare la visione d’insieme sui dati della partecipazione italiana, è utile un richiamo alle diverse categorie di attori culturali coinvolti, in qualità di capofila, nelle proposte progettuali e nelle candidature cofinanziate (fig. 9 e fig.10).

 

 

Per l’anno 2010, il settore di cooperazione 1.2.1, ha visto la partecipazione di diverse categorie settoriali afferenti sia alla sfera pubblica che a quella privata; più specificatamente le associazioni culturali rivestono un ruolo di primo piano nell’incremento delle candidature. Dati significativi derivano dalla partecipazione delle Università italiane, così come dei Comuni e di altri Enti pubblici territoriali (province, comunità montane); rappresentativo, anche, l’apporto numerico riferito alle proposte progettuali coordinate dai Musei italiani. Particolarmente interessante l’ambito di intervento di Soggetti privati attivi nella gestione di beni e servizi culturali e quello relativo alla partecipazione di Fondazioni nazionali coinvolte in qualità di capofila, investitori e co-finanziatori di iniziative progettuali di interesse europeo (fig.10).

 

 

La rapida mappatura fin qui proposta sulle diverse possibilità di attuazione del Programma in ambito nazionale, suggerisce alcune osservazioni in relazione alle opportunità offerte alle diverse categorie di operatori culturali coinvolti, come possibili fruitori, nei processi di costruzione e predisposizione di candidature nell’ambito del Programma.
Una prima annotazione riguarda il maggiore coinvolgimento che deve essere ricercato tra gli organismi pubblici e privati competenti in materia di conoscenza, valorizzazione e tutela del comune patrimonio culturale europeo, attraverso la ricerca di sistematiche e più coerenti sinergie tra i diversi attori nazionali protagonisti di specifiche aree di intervento nell’ambito dal Programma.
L’integrazione, inoltre, con i livelli di cooperazione sostenuti da altre iniziative di finanziamento UE in campo culturale può offrire un ulteriore contesto di sperimentazione per collaborazioni di tipo transettoriale, per la creazione di metodologie di programmazione integrata e lo scambio di esperienze e buone prassi.
Una seconda, mette in evidenza la necessità di interventi più coerenti e sistematici da parte dei proponenti provenienti dal Mezzogiorno d’Italia; le proposte progettuali dovranno essere elaborate in modo più aderente agli obiettivi specifici, ai temi di interesse previsti dal Programma e alle politiche comunitarie di settore. Nell’ambito delle strategie integrate di sviluppo regionale, ciò può essere assicurato qualificando le potenzialità locali in termini di cooperazione territoriale europea, promuovendo lo sviluppo di competenze interculturali e assicurando una partecipazione competitiva tra le diverse reti di risorse e attrattori locali.


NOTE
1 I dati relativi alle selezioni europee e ai progetti destinatari di cofinanziamenti UE in rapporto ai Paesi d’origine dei proponenti, sono disponibili sul sito dell’Agenzia Esecutiva EACEA: http://eacea.ec.europa.eu/culture/results_compendia/results_en.php
2 Per uno studio di sintesi sull’implementazione del Programma in Europa nel 2008 cfr: http://ec.europa.eu/culture/our-programmes-and-actions/doc/Activity_report2008%20final.pdf, nel 2009 cfr.: http://ec.europa.eu/culture/our-programmes-and-actions/doc/activityreport2009.pdf. I dati qui illustrati si riferiscono agli esercizi finanziari 2009-2010. Per una visione integrata delle statistiche culturali in Europa cfr: http://ec.europa.eu/culture/key-documents/doc975_en.htm; diversi approcci a livello settoriale sono documentati anche in http://culturaincifre.istat.it/sito/cultura_generale/notizie_approfondimenti/Rapporto_LEG.pdf. Si segnala, da ultimo, il recentissimo studio elaborato da ECORYS, per conto della DG Education and Culture, che offre una valutazione complessiva del Programma Cultura in corso: http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/evalreports/culture/2010/progreport_en.pdf.
3  I Paesi Terzi designati dalla Commissione EU per l’anno 2009 sono: Armenia, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Moldavia, territori occupati della Palestina e Tunisia; per il  2010: Armenia, Azerbaijan,  Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Moldavia, territori occupati della Palestina, Tunisia e Ucraina.
4 Per lo studio della promozione di aspetti culturali in Paesi extraeuropei cfr: http://ec.europa.eu/culture/our-policy-development/doc1567_en.htm; per le sinergie di intervento  individuate durante la Conferenza di Lubiana (13-14 Maggio 2008):http://www.mzz.gov.si/si/zunanja_politika/kulturno_sodelovanje/nove_paradigme_novi_modeli_kultura_v_zunanjih_odnosih_eu/. I risultati ottenuti nell’ambito del nuovo quadro strategico inaugurato con l’adozione dell’Agenda Europea della Cultura (obiettivo 3) documentano l’attuazione di nuove iniziative regionali ed interregionali: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0390:FIN:IT:PDF.
5 Elementi di interesse provengono, in tal senso, dallo studio promosso dalla Commissione Europea e prodotto dal Centre for Strategy and Evaluation Services (CSES) in collaborazione con ERICARTS, sul contributo dei settori culturale e creativo allo sviluppo locale e regionale attraverso interventi finanziati dai Fondi Strutturali: http://ec.europa.eu/culture/key-documents/doc2942_en.htm.