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Professionalità e occupazione


Le professionalità operanti nell’amministrazione statale, tradizionalmente legate ad attività di tutela e conservazione o di custodia nei musei, monumenti, aree archeologiche, biblioteche ed archivi, si sono notevolmente sviluppate nel corso degli anni.
In particolare, a partire dall’istituzione del Ministero per i beni culturali nel 1975, si è registrato un notevole incremento quantitativo e una progressiva specializzazione di competenze e funzioni, con una crescente attenzione agli aspetti della gestione, dell’accoglienza e della comunicazione. Attualmente i profili professionali (individuati un tempo con legge, si veda il DPR 1219/1984) sono definiti in sede di contrattazione decentrata fra amministrazione e sindacati. I profili vigenti, ufficialmente diffusi con Circolare 95/2001, sono ora in fase di revisione.
La gestione del personale del Ministero (addetti in organico e in servizio, concorsi, cessazioni, etc.) è stata oggetto, periodicamente, di ricognizioni e analisi statistiche pubblicate nel “Notiziario”.
 
Negli ultimi anni ha assunto un particolare rilievo la definizione delle professionalità che operano nel settore dei musei, analiticamente descritte nella “Carta delle Professioni museali” curata dall’Icom-Italia e approvata da tutte le associazioni museali italiane.
L’Ufficio Studi ha effettuato un’indagine specifica, pubblicata nel 2005, sul personale impiegato nei musei statali e ha promosso nel 2007 una ricerca sperimentale per la determinazione di una ripartizione ottimale del personale dei musei.
 
La competenza delle Regioni in materia di formazione professionale e riconoscimento delle figure professionali ha generato nel corso degli ultimi anni una serie di figure riconosciute in ambito locale, difformi quanto a denominazioni e competenze (nei casi in cui siano stati adottati Repertori Ufficiali integranti questo ambito di attività). Recentemente (2008) un progetto interregionale con capofila la regione Lombardia ha realizzato una sistematica ricognizione dell’esistente e ha proposto 17 figure della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale con una metodologia descrittiva aggiornata agli standard europei.

 

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